Quando i problemi urinari diventano una constante nella vita quotidiana, è fondamentale trovare una soluzione efficace e sicura. L’embolizzazione prostatica si presenta come un trattamento minimamente invasivo, capace di alleviare i sintomi senza la necessità di chirurgia o farmaci pesanti. Questa procedura è rivolta principalmente agli uomini che soffrono di ipertrofia prostatica benigna (IPB) e che non ottengono miglioramenti con terapie tradizionali.
I vantaggi dell’embolizzazione prostatica
L’embolizzazione prostatica offre numerosi benefici rispetto agli approcci chirurgici tradizionali:
- 🎯 Procedura rapida: si effettua in day hospital, con un recupero molto più rapido.
- 🔍 Minori complicazioni: rispetto a interventi più invasivi come la resezione transuretrale (TURP), presenta un rischio inferiore di effetti collaterali.
- 🌟 Inalterata funzione sessuale: non compromette le performance sessuali né la funzionalità erettile.
La metodologia consiste nel bloccare il flusso sanguigno verso la prostata mediante l’inserimento di particelle embolizzanti. Questo intervento riduce progressivamente il volume della ghiandola prostatica, migliorando così il flusso urinario e la qualità della vita.
Un’alternativa per chi non può sottoporsi a chirurgia
L’embolizzazione si rivela particolarmente utile per gli uomini di età avanzata o con comorbidità che non possono affrontare un intervento di chirurgia tradizionale. In questi casi, la procedura minimamente invasiva rappresenta una soluzione non chirurgica in grado di alleviare i sintomi urinarî.
Indicazioni per l’embolizzazione prostatica
È importante sapere che l’embolizzazione prostatica è indicata per:
- 👨⚕️ Uomini sopra i 70 anni con sintomi urinari significativi.
- ⏳ Pazienti non reattivi ai farmaci tradizionali.
- 🔴 Chi presenta rischi chirurgici per patologie concomitanti.
Rischi e considerazioni
Sebbene l’embolizzazione prostatica sia generalmente ben tollerata, esistono alcuni rischi da considerare:
- ⚠️ Sanguinamento: raro ma possibile.
- 🦠 Infezioni: possono insorgere in seguito alla procedura.
- 🚻 Difficoltà minzionali temporanee: in alcuni casi, i pazienti possono sperimentare difficoltà nella minzione post-trattamento.
Durante il trattamento, si eseguirà un controllo accurato per garantire che le particelle embolizzanti siano rilasciate correttamente nella prostata, minimizzando i rischi di embolizzazione non target.
Il recupero post-procedura
La maggior parte dei pazienti può riprendere attività normali il giorno successivo all’intervento. Tuttavia, è consigliabile evitare sforzi eccessivi per alcuni giorni. È possibile chiedere un consulto ai medici per qualsiasi preoccupazione o sintomo inusuale che si verifichi durante il recupero.
Monitoraggio e follow-up
È prevista una visita di follow-up per controllare l’evoluzione post-trattamento. Un’ecografia o una risonanza magnetica possono essere eseguite dopo 3-5 mesi per valutare i miglioramenti ottenuti.